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Chi siamo

Mens libera
Libera…mente, letteralmente

Mens libera: libera…mente, letteralmente. Sì, letto veloce(mente), sembra quasi uno scioglilingua. Ecco, appunto (doppia “li” voluta eh). Tuttavia, credeteci: pur mettendoci d’impegno e scervellandoci, non sono arrivati altri spunti validi per inquadrare in modo tanto sintetico quanto efficace ciò che siamo.
O, meglio, chi siamo. O, ancora, cosa facciamo.
Perché dovete sapere che non è semplice raccontarsi. Al contrario, richiede uno sforzo non indifferente di ragionamento, creatività, incastri fra temi, tempo e… voglia. Ci avete mai provato? Forse alle elementari, ok, quando la maestra ve lo avrà chiesto come compito, nel caso scarabocchiando qualcosa in fretta e furia, con il desiderio – irresistibile – di “spaparanzarsi” sul divano e fare merenda con la Nutella.

Alt. Non ci riteniamo i migliori, non abbiamo scritto “fenomeni” nei segni particolari delle nostre carte d’identità ma, forse con un pizzico di sana “follia”, abbiamo deciso di cominciare questa “avventura”. Liberamente.
Seduti ad un tavolo, ciascuno ha quindi messo a disposizione le proprie professionalità, le proprie idee, i propri desideri,… con un intento comune: raccontare il territorio (in grassetto, così si vede bene), per quello che è e per i suoi protagonisti, se tali si possono definire. Indifferentemente se si tratti di un’istituzione, di un’azienda, di un privato cittadino, di un sodalizio di qualsiasi natura.
Come? Beh, le opportunità sono svariate: vanno dal produrre un semplice testo, ad un libro, passando per organizzare concorsi letterari ed eventi vari. Bene, e poi? Non manca l’arte, con gite, mostre e percorsi ad hoc. Non bastasse, anche la ri-creatività ha uno spazio nel nostro progetto, che non vorrebbe tralasciare nemmeno la formazione (di vario genere).

Esagerati? Forse sì. O magari no. Citando il grande Lucio (Battisti), “lo scopriremo solo vivendo”.
Ad ogni modo, il nostro approccio è il più ampio possibile, proprio perché ne ricalca i contorni variopinti del territorio, rimasto troppo a lungo – a nostro modesto parere – in silenzio ed a cui vorremmo dare voce.
Una tavolozza di Kandinskij, se vi va il paragone, dove ogni macchia di colore corrisponde ad un “la” suonato su un pentagramma. Vi state perdendo? No, dai.
Come avete avuto appunto appena modo di constatare nella frase qui sopra, la forza – crediamo – di questo progetto è appunto quella di potersi occupare di tutto un po’, senza troppi confini (geografici ed ideologici), passando di qua e di là (e viceversa), creando pure commistioni laddove consentito, fra realtà apparentemente distanti… con la mente libera.